Per quanto riguarda le normative sulla protezione della popolazione da campi elettromagnetici, la situazione europea non risulta omogenea.
Una prima distinzione viene fatta tra gli stati che hanno scelto di emanare specifiche linee guida, raccomandazioni e gli stati che hanno adottato strumenti legislativi come leggi e decreti.
Una seconda distinzione può essere effettuata tra gli stati che seguono le linee guida emanate dall’ICNIRP e quelle che seguono standard diversi. Alcune nazioni infatti non seguono le linee guida ICNIRP ed impongono limiti normativi più stringenti.

La federazione Russa impone un limite di 10 μT per la popolazione e di 100 μT limitatamente ai campi magnetici alla frequenza di 50 Hz. In Polonia il limite per la popolazione è pari a 48 μT mentre quello per i lavoratori è pari a 160 μT (50Hz). Altre nazioni hanno limiti specifici [vedi documenti 1-2-3].

Ad esempio, in Svizzera i livelli di riferimento ICNIRP vengono applicati per la protezione contro comprovati effetti negativi sulla salute: essi devono essere rispettati in tutti i luoghi accessibili a persone. Inoltre la Svizzera ha delle limitazioni preventive delle emissioni, denominate valori limite di installazione (ILV), per luoghi a utilizzazione sensibile (ad esempio appartamenti, scuole, ospedali, luoghi di lavoro permanenti, parchi giochi per bambini).

Per le linee elettriche di alimentazione, stazioni di trasformazione, sottostazioni elettriche e le ferrovie la ILV è pari ad 1 μT e di conseguenza ogni nuova installazione non deve provocare l’innalzamento dei valori di induzione magnetica superiore a 1 μT rispetto al valore presente prima dell’installazione dell’infrastruttura elettrica.